#NonTeLHaChiestoNessuno — Numero 9 JEFF BEZOS PUÒ COMPRARE QUASI TUTTO. MA NON LA CERTEZZA DI RESTARE AUTONOMO.


Il patrimonio può aiutarti ad affrontare molte difficoltà. Ma quanto tempo potrebbe resistere se dovessi aver bisogno di assistenza ogni giorno?
Non ce l’avete chiesto. Ve lo raccontiamo lo stesso.


Jeff Bezos è uno degli imprenditori più ricchi del mondo.
Un patrimonio enorme.
Risorse economiche che consentono di acquistare immobili, viaggiare, investire e accedere a servizi esclusivi.
Ma esiste qualcosa che nemmeno una fortuna miliardaria può garantire.
La certezza di conservare la propria autonomia per tutta la vita.
E questa volta non parliamo di Bezos.
Parliamo di noi.
Dei nostri genitori.
Dei nostri figli.
E di un rischio che spesso viene affrontato soltanto quando si presenta.
Il giorno in cui le cose semplici diventano complicate
Immagina una mattina qualsiasi.
Ti svegli.
Vorresti alzarti dal letto, lavarti, vestirti e preparare la colazione.
Sono gesti che compiamo automaticamente.
Non ci pensiamo nemmeno.
Ma immaginiamo che, per una malattia o una condizione invalidante, tu non sia più in grado di svolgere autonomamente alcune di queste attività.
Hai bisogno di qualcuno.
Ogni mattina.
Ogni pomeriggio.
Forse anche durante la notte.
A quel punto il problema non riguarda soltanto la salute.
Diventa anche una questione economica e organizzativa.
Chi ti assisterà?
Quanto costerà?
Per quanto tempo?
Chi si occuperà delle decisioni quotidiane?
E soprattutto, da dove arriveranno i soldi?
Facciamo un conto che quasi nessuno fa
Immaginiamo una famiglia che debba sostenere una spesa aggiuntiva di assistenza pari a 2.000 euro al mese.
È un’ipotesi illustrativa, non una tariffa media: il costo effettivo dipende dal territorio, dalle ore di assistenza, dal contratto di lavoro e dalle necessità della persona.
Vediamo quanto può incidere nel tempo.
Durata dell’assistenza
Costo complessivo ipotetico
1 anno
24.000 €
3 anni
72.000 €
5 anni
120.000 €
10 anni
240.000 €
Duecentoquarantamila euro.
Non per acquistare una casa.
Non per finanziare un’impresa.
Non per costruire un patrimonio.
Ma per affrontare dieci anni di assistenza.
E senza considerare eventuali incrementi dei costi.
«Ma esiste l’indennità di accompagnamento.»
Certamente.
In Italia esistono strumenti pubblici di sostegno.
L’INPS⁠� riconosce, in presenza dei requisiti previsti, l’indennità di accompagnamento alle persone con invalidità totale che non possono deambulare autonomamente senza aiuto oppure necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani.
Nel 2026 l’importo è di 551,53 euro mensili, per dodici mensilità. La prestazione non è subordinata a limiti di reddito, ma richiede l’accertamento dei requisiti sanitari e amministrativi. �
INPS
Riprendiamo il nostro esempio.
Spesa ipotetica di assistenza: 2.000 € mensili.
Indennità di accompagnamento, qualora spettante: 551,53 € mensili.
Differenza: 1.448,47 € al mese.
Ovvero 17.381,64 euro all’anno che, in assenza di altri sostegni, resterebbero da finanziare.
Questo non significa che tutte le famiglie debbano affrontare quella spesa.
Significa che è importante misurare l’eventuale differenza tra bisogni assistenziali, sostegni pubblici e risorse disponibili.
Quando il patrimonio diventa un salvadanaio da svuotare
Proviamo a immaginare una coppia.
Ha lavorato per quarant’anni.
Ha acquistato casa.
Ha accumulato 100.000 euro di risparmi.
Ha una pensione che consente di vivere dignitosamente.
Poi uno dei due perde la propria autonomia.
Arrivano le spese per l’assistenza.
I figli cercano di aiutare.
Magari uno di loro riduce le ore di lavoro.
La famiglia riorganizza le proprie giornate.
I risparmi cominciano a diminuire.
Ecco il vero conflitto: il patrimonio costruito per garantire serenità può diventare la principale risorsa con cui finanziare una necessità assistenziale prolungata.
Non è soltanto una questione di denaro.
È anche una questione di libertà delle persone che ci stanno accanto.
La non autosufficienza non è soltanto un problema degli anziani
Spesso associamo questo rischio esclusivamente alla vecchiaia.
Ma la perdita dell’autonomia può verificarsi anche prima, a seguito di malattie o eventi invalidanti.
Ed è per questo che dovremmo considerarla all’interno della pianificazione economica familiare.
Non per immaginare continuamente scenari negativi.
Ma per comprendere quali conseguenze economiche potremmo essere chiamati ad affrontare.
Esiste un modo per trasferire parte di questo rischio?
Sì.
Tra gli strumenti assicurativi esistono le coperture Long Term Care (LTC), che possono prevedere prestazioni economiche, come una rendita, al verificarsi dello stato di non autosufficienza definito contrattualmente.
Attenzione, però.
Non tutte le polizze funzionano allo stesso modo.
L’IVASS⁠� ha evidenziato che i prodotti LTC possono utilizzare criteri differenti per riconoscere la non autosufficienza, anche in relazione al numero di attività quotidiane che l’assicurato non riesce più a svolgere autonomamente. �
IVASS
Per questo occorre verificare con attenzione condizioni di attivazione, esclusioni, periodi di carenza, durata della copertura e prestazioni previste.
Prima di scegliere una polizza, bisogna capire quale problema economico vogliamo affrontare.
Il test da fare in famiglia
Prova a rispondere a queste cinque domande.
1. Se avessi bisogno di assistenza continuativa, chi potrebbe occuparsene?
2. Quale spesa mensile aggiuntiva potrebbe sostenere la tua famiglia?
3. Per quanti anni i risparmi potrebbero finanziare quella spesa?
4. Qualcuno dei tuoi familiari dovrebbe ridurre o interrompere il proprio lavoro?
5. Hai già verificato quali strumenti pubblici, patrimoniali e assicurativi sarebbero disponibili?
Se non conosci le risposte, hai individuato un buon punto di partenza.
Non necessariamente per acquistare una polizza.
Ma per iniziare una pianificazione.
Jeff Bezos può comprare quasi tutto
Può permettersi servizi e assistenza che per molte famiglie rappresenterebbero un impegno economico enorme.
Ma il denaro non garantisce la salute.
Non garantisce l’autonomia.
E non elimina la necessità di organizzare l’assistenza quando questa diventa indispensabile.
La differenza è che un grande patrimonio offre maggiori possibilità di affrontarne il costo.
Per tutti gli altri, la domanda è più concreta.
QUANTO DEL TUO PATRIMONIO POTRESTI DOVER UTILIZZARE PER FINANZIARE LA PERDITA DELLA TUA AUTONOMIA?
Perché non possiamo conoscere in anticipo ogni evento della nostra vita.
Ma possiamo provare a prepararci alle sue conseguenze economiche.
Non ce l’avete chiesto. Ve lo raccontiamo lo stesso.
#NonTeLHaChiestoNessuno — Numero 9
DIAGNOSI DEL RISCHIO DI NON AUTOSUFFICIENZA
Prima di parlare di soluzioni assicurative, proviamo a misurare il problema.
Costo mensile dell’assistenza → durata ipotetica → sostegni pubblici → redditi disponibili → patrimonio utilizzabile → fabbisogno residuo.
Se vuoi comprendere quale impatto economico potrebbe avere la non autosufficienza sulla tua famiglia, richiedi una Diagnosi del Rischio di Non Autosufficienza.
Non partiamo dalla polizza. Partiamo dal patrimonio che vuoi proteggere.


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